Mentalità vincente.

19 gennaio 2016
Stamattina mi sono ritrovato davanti alla televisione ad assistere all'incontro tra Rafael Nadal e Fernando Verdasco, al primo turno degli Australian Open. Dopo un primo set in favore di Verdasco, Nadal ha conquistato il secondo ed il terzo set. Ha recuperato nel quarto set una situazione molto pericolosa, sotto 54 e servizio Verdasco e si é issato 65 0-30 sempre sul servizio di Verdasco. A questo punto credo che tutti abbiano pensato che il match stava andando verso una fine aspettata. Anche i commentatori si sono prodigati con il dire che Verdasco non era piú combattivo e stava lasciando via libera al forte avversario. Niente di tutto questo: Verdasco, grazie al servizio é stato capace di ribaltare la situazione andando a vincere il game e anche il tre-break, conquistando la possibilità di giocarsi il quinto set. A questo punto Nadal ha fatto subito il break ed é andato sul 20, con la palla anche del possibile 30 e doppio break. La situazione per Verdasco era appesa ad un filo e conoscendo Nadal, la partita era da considerarsi ovviamente chiusa. Nel tennis di ovvio non c'é nulla e Verdasco si é aggiudicato l'incontro, vincendo l'ultimo set con il punteggio, addirittura, di 62.
Più o meno nello stesso istante, ho guardato il live score del nostro allievo Fabio Mercuri che, a Sharm El Sheikh stava affrontando, al primo turno, il solido giocatore Antonio Massara. Nel primo game 40-15 per Fabio con il servizio a disposizione e.. break subito, 10 sotto. Nel secondo game palla break per Fabio, ma niente da fare: 20. Nel terzo game 40-15 Fabio con il servizio e... break, 30. Durante il match Fabio ha avuto tante occasioni per lottare una partita che poi ha perso con il punteggio di 63 61. Ovviamente complimenti all'avversario,ma quante volte si sente dire "ho perso, ma ho avuto tante occasioni". Le occasioni non sono punti fatti e credo che la differenza tra l'essere vincente ed il buon giocatore sia proprio la capacitá di concretizzare le occasioni che si hanno. Nadal non é più il giocatore che conoscevamo, il cannibale, il vincente. Si é detto tanto, del fisico non più devastante, dei dubbi stop avuti negli ultimi anni, dei colpi non più incisivi, a volte troppo corti per mettere in difficoltá gli avversari. Ma credo che la cosa evidente, vista anche oggi é che Nadal abbia perso quello smalto di concretizzatore incredibile, di colui che una volta avuta la partita in pugno non la mollava piú. Oggi rimane un fortissimo giocatore, ma non il fenomeno vincente che ricordiamo. Fabio dal canto suo sta crescendo giorno dopo giorno, sta migliorando tecnicamente e fisicamente, ma ancora pecca nel cinismo agonistico, il cogliere l'attimo. E questo fa la differenza a tutti i livelli, dai Futures fino agli Slam.
Questo sito usa cookie di terze parti. Leggi la nostra Informativa cookies oppure chiudi questo avviso