Filippo Leonardi sconfitto in semifinale a Bucharest

29 agosto 2015
Alle ore 1235 inizia l'incontro di semifinale tra Filippo Leonardi e il giocatore spagnolo Mario Vilella Martinez.
Alle ore 1350 Mario Vilella Martinez sta 62 41 in suo favore. Partita nelle mani del giocatore spagnolo, ma Filo non si da mai per vinto. E' sicuramente difficile cambiare il volto di questa partita, ma come una formichina, un quindici per volta, torna nel match ed è così bravo e tenace da aggiudicarsi incredibilmente il secondo set per 7 giochi a 5.
Il terzo set è una lotta senza mezzi termini, con i due giocatori che si affrontano a volto scoperto, senza più indugi fino ad arrivare al 3 pari senza break. A questo punto Filo gioca un game aggressivo e riesce a togliere il servizio all'avversario. 43 con la battuta a disposizione ma le sorprese sono sempre in agguato. 15-40 e quindi 2 occasioni per il giocatore avversario di riportare le sorti dell'incontro su una situazione di parità. Filo non ci sta e con decisione impatta sul 40 pari e poi si aggiudica il game: 53 in suo favore. Villetta Martinez a fatica tiene il servizio e i due giocatori vanno sedersi in panchina con Leonardi in vantaggio 54 e servizio a disposizione. La finale è vicina, manca solamente un game e per giunta con la battuta a favore....
2 doppi falli ed errori non forzati condizionano il giocatore italiano che deve cedere, ahimè, il game. 5 pari e tutto da rifare in una partita che ha più volte mostrato volti differenti. A questo punto entrambi i giocatori tengono la battuta e quindi la semifinale del torneo rumeno si decide al tie break del terzo set.
41 subito a favore dello spagnolo, recupero ancora una volta di Filippo che impatta sul 4 pari, ma poi deve abdicare con il punteggio di 7 a 5.
"Sono deluso perché ho perso un'occasione importante per andare in finale".. le parole di Filippo al termine della partita".
"Non devi essere deluso, ma incavolato nero. La delusione per me è accettazione delle cose, mentre l'incavalatura è un sentimento dinamico, una motivazione a voler cambiare, a voler reagire", la mia risposta.
Non nego che il primo impulso dopo il match di Filippo è stato quello di dire: "Porca miseria, una partita del genere, ripresa per il rotto della cuffia bisogna vincerla, ed andare in finale. Ma come colpevolizzare un atleta che ha lottato fino all'ultima palla. No, non mi sono sentito di colpevolizzarlo, anzi ho rimarcato gli aspetti positivi: il grande recupero che ha fatto, il non demoralizzarsi mai anche quando le cose prendono una piega negativa. Rimane in modo oggettivo, per Filippo, la difficoltà di chiudere i match, di mantenere una aggressività ed un'efficacia di gioco anche quando è in vantaggio e soprattutto nei momenti in cui può chiudere la partita. In questi momenti mostra ancora una certa fragilità e sicuramente si mette a pensare a troppe cose perdendo il focus, che invece mantiene quando è sotto nel punteggio. Bisogna anche ammettere che quando si è sotto risulta più facile avere coraggio, perché non si ha più nulla da perdere. Questa deresponsabilizzazione permette di essere più intraprendenti e centrati su quello che serve per giocare a tennis, cioè eliminare tutte le forme di distrazione che non fanno altro che peggiorare la performance.
Con Filippo stiamo facendo un percorso atto a migliorare la sua sicurezza e la sua personalità, ed è sicuramente un cammino molto più complicato rispetto al semplice miglioramento tecnico.
Rimane un ennesimo risultato positivo, una altra dimostrazione di essere "sul pezzo".
Manca la ciliegina sulla torta e speriamo di raggiungerla nel più breve tempo possibile.
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